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Il Governo Monti apre la porta ad una stagione – vedremo quanto sarà lunga – di responsabilità.
Il Paese oggi ha veramente bisogno e bene hanno fatto le forze politiche a fare un temporaneo passo indietro. Temporaneo perché la democrazia impone che siano i cittadini a scegliere i loro rappresentanti ed il loro Presidente del Consiglio. E su questo credo che nessuno possa non essere d’accordo.
Personalmente mi auguro con una nuova e migliore legge elettorale che riporti in Parlamento degli eletti e non dei nominati.
In ogni caso abbiamo davanti mesi in cui l’interesse del Paese sarà messo davanti a qualunque interesse particolare. Fare in bocca al lupo a Monti oggi significa fare in bocca al lupo a noi stessi.
Questa occasione deve ora essere colta anche a Bologna.
Per troppi anni le divisioni tra le forze politiche hanno contribuito a produrre uno stallo che opprime la nostra Città e la ingessa in un immobilismo che in molte situazioni è sconfinato nella decadenza e nel degrado.
Bologna e i bolognesi hanno le risorse, le competenze e il carattere per poterlo fare.
Il Sindaco Merola organizzi un confronto con i candidati sindaci e le forze politiche che si sono confrontate alle ultime elezioni. Si trovino 3 progetti – e ci sono sicuramente – che con unità e condivisione di tutti possano essere portati davanti a questo Governo dalla nostra Città.
Dimostriamo anche noi di saper affrontare con responsabilità e lungimiranza questo momento di difficoltà.
Ora a Roma abbiamo interlocutori senza casacche politiche e che possono quindi entrare e giudicare esclusivamente il merito delle proposte.
Inoltre siamo anche privilegiati perché Bologna ha nel nuovo Governo diversi rappresentanti : Piero Gnudi in testa.
Un primo esempio. Chiediamo insieme al neo ministro dello Sport di portare avanti il progetto delle Universiadi. Eravamo tutti favorevoli e sarebbe un passo importante per Bologna.
Superiamo le divisioni. Facciamo un passo avanti. Come il Paese anche Bologna ne ha bisogno.
Bologna Capitale
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Ma finirà nel portafoglio Atc. Senza gara
La Corte dei conti da un anno cerca di ricostruire passaggi azionari di un'opera da 90 milioni di euro e che, per ora, non vede l'inizio dei lavori. Un fascicolo aperto anche dalla magistratura ordinaria
Sotto la lente della giustizia contabile e di quella ordinaria ci sarebbe in particolare la partecipazione di Atc, l’azienda dei trasporti bolognese, alla compagine azionaria di Marconi Express, la società che dovrà costruire e gestire per 35 anni l’opera voluta dalla giunta Cofferati. Ma ricostruiamo la vicenda.
Il 13 gennaio 2010 il Consorzio cooperative costruzioni (Ccc) di Bologna, che nel 2009 si era aggiudicato l’appalto per il People mover contro un gruppo di imprese spagnole, crea una società di progetto: la Marconi Express. La società, che secondo il contratto di concessione è diventata automaticamente il solo concessionario del People mover, è una Spa partecipata al 75% dal Ccc, e al 25% da Atc. Quest’ultima è un’azienda a partecipazione totalmente pubblica e il Comune di Bologna ne è il maggiore azionista con il 59,65% (la Provincia ha il 37,15% delle quote).
L’appalto del People mover è di circa 90 milioni: 30 milioni verranno finanziati da Regione e Sab (la società dell’aeroporto), mentre per la parte restante, circa 60 milioni, il Comune ha bandito una gara in project financing. Questo sistema prevede che il Comune, senza mettere un soldo di tasca propria, affidi a un’azienda privata la costruzione e la gestione dell’impianto. La società concessionaria, oltre a costruire, gestirà per 35 anni l’opera recuperando le spese di costruzione con gli incassi dei biglietti. Inizialmente, l’aggiudicatario che ha vinto l’appalto era il solo Ccc, ma da febbraio 2010, con la creazione di Marconi Express (società prevista dal contratto), anche Atc è entrata nella gestione al 25%.
Ma non è tutto. I patti prevedono che entro il 2020 Atc rilevi il 100% delle azioni di Marconi Express, accollandosi tutti i rischi e i debiti con le banche. Le coop usciranno dall’affare, e in questo modo Atc, che appartiene al Comune, diventerà concessionario unico di se stesso e per di più in project financing. Partendo da questo paradosso le magistrature contabile e ordinaria hanno aperto un’inchiesta, dopo l’esposto presentato all’inizio del 2010 dall’ex consigliere comunale Daniele Corticelli.
“Il procedimento è ancora in corso e ci si sta lavorando nell’ambito di quella che è la propria competenza e possibilità”, è l’unica dichiarazione che rilascia al fattoquotidiano.it, Pasquale Principato, procuratore alla Corte dei Conti di Bologna. L’organismo della giustizia contabile può agire contro un funzionario o un dipendente pubblico solo nel momento in cui si sia accertato un danno erariale nei confronti del pubblico. Ciò che sembra certo è che se la Corte dei Conti (e anche la Procura della Repubblica, che però non ha specificato su quale reato si indaga, né se ci sono indagati) dopo oltre un anno ancora lavorano sul caso, evidentemente il danno è potenziale, atteso o addirittura potrebbe essersi già verificato. Né Ccc né Atc comunque sono stati sentiti dai magistrati.
L’ingegner Rita Finzi di Ccc (la quale è anche a capo di Marconi Express), racconta che Atc ha già versato sul People mover 375 mila euro per la costituzione della società. Così il Comune, che secondo contratto dovrebbe spendere soltanto per rimborsare il concessionario in caso di pochi passeggeri (per questo vedi il nostro articolo precedente), si trova invece ad avere già speso, indirettamente tramite Atc, una cifra notevole. E appena i lavori partiranno, Atc prenderà su di sé un numero sempre maggiore di rischi di spese e di debiti per milioni. In questo modo il senso del project financing, un’opportunità delle amministrazioni per avere opere pubbliche senza costi, verrà completamente tradito.
Inoltre c’è un altro aspetto: quello della gara. I dubbi di un tacito accordo preventivo con Atc sono almeno plausibili. Ad alimentarli è Ivan Cicconi, esperto di appalti pubblici, che considera l’ingresso in un secondo tempo di Atc nell’affare un’operazione legale, ma “ai limiti della legalità”. “Evidentemente questo accordo c’era prima, per cui il Ccc si è garantito di assumere il project financing”, ipotizza Cicconi. “Coerentemente Ccc si sarebbe dovuta presentare con Atc già al momento del bando. Il fatto che sia entrata dopo è una distorsione del mercato”, spiega ancora l’esperto di appalti. “È chiaro che le altre aziende che hanno partecipato all’a gara d’appalto, se non avevano quell’accordo, erano più in difficoltà”.
Rita Finzi, di Marconi Express e Ccc, respinge l’accusa e parla solo di contatti preventivi con Atc: “Il Ccc ha esplorato il mercato prima di fare l’offerta per la gara d’appalto. Abbiamo incontrato Atc e molti altri gestori, anche perché dovevamo mettere un valore della gestione sul piano da presentare. Al Ccc siamo costruttori, mica gestori di trasporti pubblici”. Ma la versione di Atc, interpellata in merito, si contraddice con quella di Ccc: “Contatti, e successivi accordi, riguardo alla possibilità di dar vita insieme a una società di progetto per la realizzazione del People mover sono avvenuti solo dopo che la gara indetta dal Comune di Bologna fu aggiudicata al Ccc”, fanno sapere dalla azienda trasporti. Allora a chi dare retta? I contatti ci furono o no? E di che tipo? Il dubbio rimane.
Infine c’è la questione dell’istruttoria del commissario prefettizio. Anna Maria Cancellieri, un anno fa, sull’onda delle proteste riguardanti l’ingresso di Atc nell’affare People mover, annunciò che avrebbe portato avanti una rapida verifica tra gli uffici comunali per capire se veramente, come sosteneva l’esposto di Daniele Corticelli, ci sarebbero stati dei rischi per l’azienda pubblica. Dell’istruttoria non si è poi saputo più nulla e tutto è rimasto come prima. Oggi Rita Finzi la ricostruisce così al fattoquotidiano.it, tirando in ballo anche la prossima fusione tra Atc e Fer, le Ferrovie dell’Emilia Romagna: “Vennero fatte delle valutazioni di opportunità. È evidente, sostenne la Cancellieri, che quando Fer e Atc si sarebbero fuse, il rischio per Atc all’interno della Marconi Express sarebbe stato accettabile”.
Riassumendo, se la fusione Fer-Atc si farà, il rischio People mover sarà un po’ minore per il Comune. Ma si trasferirà in parte su Fer, che è al 90% della Regione. Il rischio si poggerà a quel punto sulle spalle di tutti i cittadini emiliano romagnoli. E viale Aldo Moro, non va scordato, finanzia già l’opera con 22,5 milioni. Per i contribuenti, dalla padella alla brace.
Sempre che qualcuno non ci ripensi (si è ancora in tempo per fermare tutto), e ritardi di Rfi permettendo, ai primi del 2012, promette Rita Finzi, i lavori inizieranno partendo dall’aeroporto verso la stazione. E a quel punto Atc, e quindi il Comune, inizierà a sborsare e a firmare mutui con le banche.
il Fatto Quotidiano
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C'è anche Piero Collina, presidente del consorzio Cooperative Costruzioni (CCC) tra i destinatari di un avviso di comparizione con l'accusa di frode nelle forniture, inviato dal pm Antonello Gustapane per il caso Civis in vista degli interrogatori che si terranno tra la fine di giugno e l'inizio di luglio. Gli altri interessati al provvedimento sono i quattro legali rappresentanti di Irisbus che si sono succeduti dal 2002 al 2010 (Vincenzo Lasalvia, Giuseppe Amaturo, Salvatore Martelli, Pierre Fleck) e i due rappresentanti dell'associazione di imprese Irisbus-Ati che hanno avuto la delega per la gestione dell'appalto, cioè Marco sabene e Pierluigi Lucchini che gli è succeduto. Il nuovo atto della Procura arriva dopo la conclusione dei lavori della commisisone ministeriale sulla sicurezza che ha stabilito che "l'utilizzo della guida ottica lungo la linea non garantisce la sicurezza" e colpisce sia Irisbus sia CCC in quanto associati nell'appalto.
La nuova accusa sostituisce in pratica quella precedente che parlava di semplice inadempienza contrattuale. In seguito, l'inchiesta è arrivata anche a ipotizzare la accusa di corruzione per l'ex sindaco Giorgio Guazzaloca e altri personaggi quali l'ex capo di Gabinetto Enrico Biscaglia, l'ex presidente Atc Maurizio Agostini, i dirigenti Atc Paolo Vestrucci e Claudio Comani, i vertici di Irisbus e lo stesso Collina. L'avvocato Paolo Trombetti che difende Collina ha dichiarato che il proprio assistito "non può avere avuto nulla a che fare con la frode essendo in discussione eventualmente il mezzo, non certo i lavori stradali compiuti da Ccc".
di LUIGI SPEZIA da Repubblica
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L’ipotesi di accusa a carico dei nuovi indagati, tra cui l’ex direttore generale del Comune Enrico Biscaglia, è di aver concorso nell’ipotesi di corruzione. Oltre a Guazzaloca, nell’inchiesta sono indagati per corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio e per falso in atti pubblici Maurizio Agostini, allora presidente di Atc, l’azienda dei trasporti, Paolo Vestrucci e Claudio Comani del cda Atc, e due legali rappresentanti di Irisbus (società del gruppo Fiat per la quale Guazzaloca andò a lavorare dopo la fine del mandato e dopo aver acquistato dalla stessa società gli invendibili autobus) che si sono succeduti dal dicembre 2002 all’aprile 2007. Altri due, successivi legali rappresentanti Iribus, sono indagati ma per inadempimento di contratti di pubbliche forniture.
(da Il Fatto Quotidiano)
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E' la grande occasione dei cittadini bolognesi.
Cogliamola tutti insieme, non facciamoci prendere dallo sconforto per la decadenza di Bologna.
Dobbiamo uscire dalla spirale in cui è caduta la Città.
Con il voto questa volta possiamo veramente cambiare.
Il voto a Bologna Capitale, il voto a Daniele Corticelli, non è solo un voto ad un reale programma di rilancio, fatto di cose vere e concrete , di soluzioni chiaramente indicate per risolvere i problemi della città.
Non è solo la scelta di una politica di investimenti massicci per riportare il lavoro che comincia a mancare.
Il voto a Bologna Capitale è anche l’unico voto che unisce e che è in grado al secondo turno di superare le divisioni politiche che arrivano da Roma e portare al ballottaggio un candidato senza macchie, pulito e competente, appassionato e in grado di accogliere un ampio fronte di elettori che non si riconoscono in Virginio Merola o che non lo reputano adeguato a guidare la Città.
Conto su di voi : insieme possiamo farcela!
Daniele Corticelli
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Tutto il sistema di potere del PD si è basato sul controllo del così detto decentramento. Ampliare a dismisura organismi locali che di fatto non servono a nulla, solo per poter piazzare l'amico e l'amico dell'amico, in grado di tamponare la protesta e organizzare il consenso. Ed in cambio qualche piccolo futuro favore,come i pass fasulli per il Centro ad esempio.
Che questo decentramento non serva a nulla ne è la prova il sistema decisionale della politica che ha portato a Roma ogni decisione . L'abbiamo visto anche nel caso di Bernardini, ma l'avevamo visto anche con Cofferati.
Per disboscare questo sistema che ormai toglie pane ai cittadini in piena crisi economica occorre una svolta che solo un candidato libero e indipendente e un movimento Civico come Bologna Capitale possono garantire.
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